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I Personaggi :
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Matteo Zitelli e Nicola di Matteo 1363
Il primo che abbiamo finora trovato con tel cognome è Matteo Zitelli, compreso in un Diploma di Assoluzione di alcuni Nobili proscritti, ed esiliati dalla Patria per Guerre civili, e Sollevamenti, concessa ad istanza del
Pubblico dal Cardinale Egidio Alberozzi Dat. Cesenae XVI. Kal. Aug. Pontificatus Urbani V. Anno primo, cioè nel 1363., ed il Figlio di esso puo´ credersi esser quel Nicola di Matteo, che circa que´ tempi fu uno dei compilatori del nostro Satuto.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Pier Sante de Zitelli 1417
Per la liberazione di Carlo Malatesta, fatto prigioniero nel 1416 da Braccio di Montone, Pier Sante de Zitelli da Roccacontrada è Procuratore di Carlo.
(fonte : Memorie Istoriche della Città di Fano raccolte e publicate da Pietro-Maria Amiani - Parte Prima - In Fano 1751 nella
stamperia di Giuseppe Leonardi).
Piersanti di questa famiglia, Gentiluomo di gran valore, ed esperienza nel maneggio delle Armi, e degli affari politici, fu in gran riputazione appresso diversi Potentati, ed in specie de´ Malatesti, Signori di gran parte della Marca, e Romagna, da´ quali nel 1417, fu eletto Procuratore, ed arbitro a trattar la Pace, ed Alleanza stabilita tra i suddetti, e Braccio Fortebraccio, ed altri Alleati, come attesta il Compagnoni nella Reg. Piacen. lib. 6. pag. 202., benchè con equivoco nel dire , che il Zitelli fosse Suddito de´ Malatesti, perchè non vi è rincontro che Roccacontrada sia stata soggetta ai Malatesti, se non quando si diede in mano di essi, come Comandanti, ed Uffiziali Pontifici per la Santa Sede. Fu parimenti spedito Ambasciatore della Patria (Arcevia) in Gubbio, indi in Pergola nel 1407. a complimentare i nipoti del Papa, che furono in detti Luoghi di passaggio, come ai libri dei nostri Camerlengati.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Ambrogio 1492
Ambrogio Abate Commendatario della Badia di S.Ginesio nel
nostro Territorio, spedito dalla Patria Ambasciatore a diversi Personaggi, ed al Pontefice, come ai suddetti Libri de´ Camerlenghi, fu quindi dal Cardinale Raffaele Riario Nipote di Sisto IV., allora Camerlengo,
eletto nel 1492, per suo Uditore; dopo di che inviato da Alessandro VI. suo Ambasciatore a Lodovico Sforza Duca di Milano, poi alla Repubblica di Venezia, indi ad Alfonso Re di Napoli, in questa ultima
Ambasciata talmente conciliossi lanimo di quel Re, che volle ritenerlo in qualità di Regio Consigliere, e segretario de´Memoriali, nel qual grado servì ancora il Re Ferdinando Figlio, e Successore del suddetto,
come da Patenti, e Diplomi inviati a Roma a Paolo Catani Procuratore della Comunità, conforme attesta in una delle sue Lettere impresse il nostro Lodovico Bettanzi, che a detto Procuratore gl´inviò .
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Pietro Seniore 1488
Pietro Seniore fu pure Ambasciatore del nostro Pubblico insieme con Conte Andrea Alavolino al Legato della Marca nel 1488. per la conferma del diritto di eleggere i Podestà, e come chiarissimo Giureconsulto fu pure nel 1509. eletto arbitro a concordare la controversia, che verteva tra la Nobile Gualdrata degli Atti, e il nostro Comune intorno alle regioni, che questa pretendeva avere sopra le Terre di Sterleto, come da originale Istrumento di concordia rogato Gio:Francesco di Gio:Onorj da Staffolo lì 3 Marzo di detto Anno, dove questi viene denominato Clariss. J. U. D. Eques Dominus Petrus de Zitellis.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Bonifazio 1513
Bonifazio fu Gentiluomo del Cardinale Marco Vigerio, che come si è detto di sopra, avendo a Roccacontrada speciale affezione, servivasi de´ nostri Cittadini per suoi Familiari. Condotto da questi dal suddetto Cardinale nel 1513. al Conclave, seguito per morte di Giulio II., talmente s´insinuò, nella grazia di Leone X., successore nel Papato, che fu dal medesimo non solo dichiarato Cavaliere, e Conte Palatino con ampla facoltà di creare Notari, ec. come ai Protocolli di Maurizio Luzi, da´ quali apparisce che nel 1521. creò Notaro Battista Garofoli ma gli diede ancora linvestitura di una parte della Contea di Mirabello da detto Papa tolta ai Signori di Montevecchio, benchè poi ne li reintegrasse. Fu questi spedito dalla Patria Ambasciatore una volta nel 1504. con Raffaele Mannelli a Giulio II., e quindi nel già detto Anno 1513 con Ippolito Pacino al medesimo Leone X. per la conferma de´nostri Statuti, e Privilegi, nelle quali commissioni, con molta lode riuscì. Ebbe egli una Figlia unica, che fu detta Fiordalisa del Conte, Signora di spiriti grandi, e generosi, la quale rimasta
vedova del suo primo Marito Francesco Massimi, il quale in un Bussolo del 1519. segnato B. trovasi enunciato = Magnificus, generosus Eques Franciscus Maximi Confalonerius = e da cui ebbe una unica figlia
chiamata Felice Sulpizia; volle innestare in questa Patria un Ramo della nobilissima Famiglia Ubaldini passando alle seconde nozze li 29. Aprile 1530. col Conte Gentile Ubaldini, ed accoppiando
contemporaneamente la suddetta Figlia al Conte Giulio Figlio di detto Conte Gentile; avendo così stabilito in questa Terra il suddetto chiarissimo Ramo, che vi durò fino alla sua estinzione.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Cesare Zitelli 1517
Fioriva nei tempi medesimi Cesare Zitelli, Fratello del suddetto Bonifazio parimenti Cavaliere, e Conte Palatino, e Dottore di gran nome, che fu Gentiluomo di Lorenzo de´ Medici, allorchè fu dichiarato da
Leone X. Duca di Urbino; nel ritorno poi di Francesco Maria della Rovere ai suoi Stati nel 1517. su detto Cesare spedito dalla Patria insieme con Bernardino Alavolino, e Camillo Mannelli Ambasciatore di detto
Duca a concordare, che non potessero le Milizie di esso Duca entrare o recar danno nel nostro Territorio; ma l´Anno seguente mentre era Gonfaloniere in Patria fu empiamente ucciso da un certo Girolamo Figlio del
quond. Barasta; onde il Cardinale Armellino de´ Medici, cui detto Cavaliere Cesare fu carissimo, quà personalmente venuto fece demolire la metà della Casa di detto uccisore, e laltra metà, col sito della parte
demolita confiscò al nostro Pubblico, come per atto solenne rogato Cesare Uguccione d´Osimo, in cui fra le altre cose si legge
= ob magnium, & horrendum ,, facinus, &c.commiss. per Hieronymum fil. ,, d. quod. Barastae in personam Eximii Ill. Viri ,, Doct. Equitis
Militis D. Cesaris Zitelli per ,, ipsum crudeliter interfect. in Terra Rocche ,, in Platea magna, dum dictus D. Cesar fuisset ,, & esset Confalonerius d. Torre, &c. =
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Alessandro Seniore 1550
Alessandro Seniore servendo da giovane in qualità di Gentiluomo il Cardinale Girolamo Simoncelli Nipote di Giulio III., ed appigliatosi alla via Ecclesiastica, fu da detto porporato, che passò Vescovo di Orvieto, assunto ad un pingue Canonicato di quella Cattedrale, per aver sempre appresso di se detto Alessandro, che per le sue rare qualità, e meriti grandemente amava.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Annibale 1550
Annibale altro insigne Dottore di Legge fu carissimo a detto Cardinale Rusticucci, che l´ebbe in grado di suo Uditore, Consigliere, e moderatore di tutti i suoi affari, come afferma il sudetto Severini. Fu poi Cameriere di onore di Sisto V., e studiosissimo delle antichità Romane, e Greche, avendo fatta una insigne e copiosa raccolta di Medaglie e Figure impresse in ogni genere di metalli anche di argento e di oro, ed in pietre rare, come asserisce in più luoghi il nostro Monsig. Angiolo Rocca in Specie nel suo Commentario sopra la Biblioteca Vaticana alle pag. 180, e 257.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Giuseppe 1585
Giuseppe Fratello del Suddetto (Annibale) sin da Giovinetto fu al Servizio del Cardinale Dangène Francese in qualità di Gentiluomo, e fu da lui, per le sue rare doti, carissimo : indi servì nel medesimo grado il Cardinale Pier Donato Cesi de´ Duchi di Acquasparta, con cui fu in Conclave per la elezione di Sisto V. decorato perciò de´ soliti Privilegj de Conclavisti; dopo la morte del Cesi passò in qualità di Coppiere appresso il Cardinale Francesco de´ Borboni del Monte; come da Inibizione dell´Uditore della Camera di Casa Zitelli, e da altra registrata al lib. de Registri del pubblico del 1587. fol. 82 Morì finalmente a Roma con grande grido, tumulato in S. Luigi dei Francesi, dove ha onorevole Deposito inalzatogli da Carlo di lui Fratello.
Dal suddetto Carlo Zitelli, nacquero altri quattro insigni Soggetti Orazio,
Alessandro, Annibale, e Giuseppe, che nell´Anno 1650, furono tutti insieme decorati di Laurea Dottorale in Legge come da un´ampla Raccolta
di poesie fatta in lode de´ medesimi Candidati di pag. sopra 130., e dedicata all´Eminentissimo Fachenetti, allora nostro Vescovo. Furono eglino tutti di gran nome, ed in specie Alessandro, che dopo esercitati vari insigni Governi, e Luogotenenze fu Uditore degli
Eminentissimi Negroni, e Barberini.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Orazio 1561
Orazio diè anch´egli distinte prove di valore nelle Armi, in specie quando fu deputato Luogotenente della Cavalleria Pontificia Spedita l´Anno 1561. da Pio IV in Francia in soccorso di Carlo IX. in occasione della celebre Guerra contro gli Ugonotti, come si raccoglie da una lettera di Alessio Lasegri Paleologo, Generale di S.Chiesa in data 25. Settembre detto Anno. e da altra dello stesso Orazio del 9. Gennaio 1562. dirette al nostro Magistrato, e conservate come sopra.
(da Le scienze ed arti nobil
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Andrea 1566
Andrea
fu Luogotenente delle Milizie della Patria spedite in tempo di S.Pio V in soccorso dell´imperatore contro il Turco, la cui deputazione fu applaudita dal Conte Rusca Capitano Generale della Chiesa, come da una di lui Lettera alla Comuntà, che è fra le altre concernenti affari di guerra, in cui chiama detto Andrea Soldato di Esperienza, e Gentiluomo di Onore.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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i ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag. 1 2 2- 1 2 9 - J e si 1752) |
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Pietro Juniore1571
Pietro Juniore Figlio del Suddetto (Cesare), Giovane di gran spirito, e valore fu nel 1550. dal nostro Pubblico inviato Capitano di una Compagnia di Soldati spediti in soccorso del Legato della Marca contro il Duca dUrbino, come alle Riformanze di detto Anno, e nel 1571. fu deputato assistente alle Guardie di notte in occasione, che furono smantellate alcune mura della fortezza. Ebbe egli un figlio chiamato Vincenzo, parimenti molto insigne nelle Armi, e che trovasi deputato circa
que´ tempi in varj assunti militari.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Adriano Zitelli 1582
Non lascierò indietro Adriano Zitelli
che non conosce certo superficialmente le leggi! Egli è istruitissimo in ogni cultura letteraria, sia per il giudizio dei presenti, sia per l´aspettazione dei posteri; è pieno di capacità e gentilezza.
(da Oratio Severini Severinii Rocchensis de Laudibus - Maceratae - Apud Sebastianum Martellium M.D.L XXXII - Nell´edizione
curata e tradotta in Italiano da Vincenzo Giovagnoli - Arcevia, 4 agosto 2002).
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Orazio Zitelli 1582
Non passerò sotto silenzio
Orazio Zitelli (É quel tipo che non volle andare al Torrone di Bologna e che disse Sposarsi è perdere la libertà - Laelii Tasti - De situ et origine Rocchae
Contradae - Libri Quattuor - Anno 1636), che per la sua conoscenza delle leggi si può paragonare con pochi e non è inferiore a nessuno. E non cè nessuno che non lo ammiri per la sua
cultura spirituale. Egli si distingue per gentilezza, per l´autorità, per la gloria. É più eccellente di quanto il sentimento o la ragione di ciascuno possa pretendere. Tutte le
forze della terra italiana si applicano per condurre a se quest´uomo genialissimo. Egli è un essere di grande prestigio, ammirato da tutti ed è ben conosciuto nel governo della città
per onorevoli cariche in molti paesi e città.
(da Oratio Severini Severinii Rocchensis de Laudibus - Maceratae - Apud Sebastianum Martellium M.D.L XXXII
- Nell´edizione curata e tradotta in Italiano da Vincenzo Giovagnoli - Arcevia, 4 agosto 2002).
Pietro Zitelli 1582
Da questa casa gentilizia ebbero i natali anche l´illustrissimo Pietro Zitelli e Cesare Zitelli, che furono patroni e cavalieri e superano tutti nelle leggi e nel sostenere le cause.
(da Oratio Severini Severinii Rocchensis de Laudibus - Maceratae - Apud Sebastianum Martellium M.D.L XXXII
- Nell´edizione curata e tradotta in Italiano da Vincenzo Giovagnoli - Arcevia, 4 agosto 2002).
Cesare Zitelli 1582
Da questa casa gentilizia ebbero i natali anche lillustrissimo Pietro Zitelli e Cesare Zitelli, che furono patroni e cavalieri e superano tutti nelle leggi e nel sostenere le cause.
(da Oratio Severini Severinii Rocchensis de Laudibus - Maceratae - Apud
Sebastianum Martellium M.D.L XXXII - Nelledizione curata e tradotta in Italiano da Vincenzo Giovagnoli - Arcevia, 4 agosto 2002).
Annibale Zitelli 1582
Non tralascerò
Annibale Zitelli che non fu molto lontano dalla perfetta
conoscenza delle leggi. Egli pensa che una cosa non possa essere utile se non giusta e onesta. Nessuno è più perspicace di lui nell´assolvere un
compito. L´illustrissimo Cardinale Girolamo Rusticucci, dopo aver osservata a fondo la sua prudenza nello studiare le cause, in molti paesi e
città in cui ebbe incarichi di comando, gli affidò tutti i suoi affari e si servì di lui per ogni cosa, come Auditore e Consigliere prudentissimo ed
espertissimo, non diversamente da Nestore e Catone. E così (Annibale Zitelli) per le egregie doti del suo animo e per la conoscenza dell´uno e
dell´altro diritto, (n.d.t. civile e canonico) gli fu oltremodo caro e bene accetto (come dimostrano con grande evidenza le cariche a lui conferite)
fra gli uomini di corte; e senza che alcuno se ne irritasse, ma al contrario godendo la simpatia di molti di essi, visse tra loro molto a lungo e ancora vive.
Orazio Juniore 1585
Orazio Juniore
chiarissimo Giureconsulto de´ suoi tempi, fu Uditore del Cardinale Rusticucci: ebbe il governo di diverse Città, e Luoghi cospicui
dello Stato, come afferma il Severini nella sopraindicata Orazione, e fu uno de´ quattro ambasciatori della Patria inviati nel 1585. a Sisto V.
nella sua esaltazione al Pontificato, essendo egli noto a detto Ponteficie, il quale da Religioso era stato Studente in questo nostro Convento di S.
Francesco sotto la disciplina del P.Maestro Francescantonio Lombardi.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)
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Oltre a questi furono anche insigni in Lettere, ed altre facoltà Latino, Adriano, e Claudio; ed in linea di Cristianità pietà, religiosa
osservanza è chiara la Madre Claudia Felice Zitelli, che in questo Insigne Monistero di S. Lucia Spargendo lumi di gran Santità, morì l´Anno 1680.
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Dalla linea quì rimasta dopo la divisione ebbe il primo in Consorte una Signora Baviera di Sinigaglia, la cui Sorella fu maritata in Casa Passionei, onde alle antiche nobili Attinenze aggiunse quella di
queste due Insigni Famiglie.
(da Le scienze ed arti nobili ravvivate in Arcevia di Francesco Abbondanzieri pag.122-129 - Jesi 1752)

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Adriano Zitelli 1631-
La vedova Duchessa di Urbino, Livia della Rovere, nata sovrana, vedova d´un sovrano (Guidubaldo II dela
Rovere, duca di Urbino), fatta dal Papa (Urbano VIII), nel 1631, Governatrice nostra (Roccacontrada) colla sovranità, scrive: Nell´espormi l´affetto e la cortesia delle Signorie V.V. colla
quale hanno abbracciato questa mia fortuna di poter sovraintendere al governo di codesta nobilissima terra, li Signori, Alfiere Ottaviano et Adriano Zitelli.
(fonte : Dimostrazione Istorica del Nobile sì Antico che Moderno Stato di Roccacontrada (Arcevia) da Anselmo
Anselmi - Estratto dalla Nuova Rivista Misena N.1 a 12 Anno IX - Castelpiano Tipografia Editrice Luigi Romagnoli - 1892).
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Bonifacio Zitelli 1746
Bonifacio Zitelli fece restaurare il palazzo comunale di Roccacontrada nel 1746, insieme con Theodori
Carletti. Una piccola lapide ovale lo attesta sotto l´orologio della torre.
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Quella di Gubbio ne ha dato il gentilissimo Mirtenide Cerisense Giovane di gran talento, e dindole generosa, che ora proseguisce con molto onore i suoi Studi nella Università di Bologna, e l´altra ne ha dato il degnissimo Tegaste Eubejo, che nella
amplissima Compagnia di Gesù, a cui da Giovanetto appigliossi, fa mirabili progressi del suo bel spirito, e talento.
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Andrea Zitelli di Norcia 1200
Maggiordomo di Onorio III (Cencio Savelli), uno dei Generali dell´Armata di Terra Santa (Va Crociata
- Comandante dell´armata pontificia), fu spedito Commissario in Assisi per sedare i tumulti suscitati nella morte di S.Francesco.
Giulio Zitelli di Norcia 1554
Ambasciatore presso Paolo III, per conto del Comune di Norcia, in occasione dei disordini nati in
quella città. Il risultato di codesta ambasciata fu che si dovesse il più presto costruire entro Norcia una Rocca o Castellina, a conforto dei buoni ed a terrore dei ribaldi, e
che la Camera del Comune approntar dovesse il denaro occorrente alla bisogna. (fonte : Delle Memorie Storiche di Norcia Libri Otto per Feliciano Patrizzi-Forti - Norcia - Tip.
Micocci - 1869)
Candido Zitelli di Norcia 1559-67
Sopratutto nella seconda metà del Cinquecento il boia ebbe molto da fare
. Si era nel periodo più acuto del banditismo e contro di esso si abbattè, pesante e spietata, l´opera di repressione. Una vera ecatombe fu quella
che ordinò il Commissario Pontificio Candido Zitelli, il quale, giunto in Ascoli nella primavera del 1567 munito di pieni poteri, dopo aver dato
alle fiamme e distrutto quasi tutti i villaggi di Montecalvo, tornò con una fitta retata di fuorilegge che - al dir del Meucci - mandò subito alle giubbette per mano del boia.
Il notaio delle riforme aggiunge che, per vari giorni, ne furono impiccati nove alla volta: i corpi, fatti a pezzi, adornarono poi - macabro trofeo -
le porte della città. (fonte : Giuseppe Fabiani Ascoli nel Cinquecento - Vol.II - pagg. 156-157).
Nell´anno 1569, nacque a Citerna una grave discordia fra i fratelli Vincenzo ed Alfonso Vitelli.
Dopo una mediazione sfavorevole ad Alfonso, questi si decise ad inviare lettere con minacce ed ingiurue contro i detti deputati (mediatori)
La vedova Angela Rossi ed i suoi figli furono inquisiti. E il Commissario
Monsignor Candido Zitelli processò la suddetta Rossi dichiarandola colpevole di usure feneratizie e passando sopra alle gravissime accuse di
violenza, di estorsioni, usurpazioni, sacrilegi et similia Fra le altre accuse fatte, c´era quella di aver fatto collocare la cassa
mortuaria si suo marito Alessandro sull´altare del SS. Sacramento. Per ordine del medesimo Commissario Zitelli, la signora Angela fu
tradotta a Roma e relegata nelle carceri di Castel S. Angelo, dove ammalò. (fonte : D.Angelo Ascani Citerna - Memorie Storiche e Religiose - pagg.106-107)
Il 20 maggio 1567, Pio V nominava il nursino Candido Zitelli comissario
generale contro i briganti che infestavano l´Aequatano e la montagna.
Nel 1566 Mons.Candido Zitelli di Norcia fu Governatore di Città di
Castello (fonte : Memorie Civili di Città di Castello raccolte da M.G.M.A.V. di C. di C. - Volume Primo - Città di Castello Presso Francesco Donati - 1844).
Pompeo Valentini, perugino avendo ricevuto l´ordine di disarmare le
proprie truppe, si era ribbellato ed aveva ferito il Governatore Lutio Saffo ad un dito. Il Governatore lo fece imprigionare e scrisse a Roma.
Candido Zitelli, a cui parve a Pio V di dar commissione di riconoscere quella causa, non se li desse espresso ordine, che se trovava essersi il
Valentino fatta una minima resistenza al Governatore, che avesse colpa nella ferita, che aveva avuto nel dito, senza altro le si dovesse tagliare la testa.
Giunse il Zitello alli 21 di marzo (1569) in Perugia, smontato in Palazzo, e esaminato il Governatore, e suoi familiari, e poscia anco il Valentino,
senza dar fuori processo per la difesa di lui, alli 26 del mese lo fece decapitare con molto stupore di tutto il popolo. (Pompeo Fellini della
Historia di Perugia - Parte Terza - Perugia 1970).
In Fano, Vincenzo Miglioni fu ucciso con un colpo di fucile, e il
Capitano Adriano Bollioni, ricevute molte ferite, poco dopo ancor esso restò morto, incolpandosene Marcello de´ Negusanti, che fu autore della
rissa, e Carlo Boccacci, che accompagnandosi con Piér Gentile Galassi lo ferì con alcune pugnalate a tradimento.
Il pontefice, che poc´anzi aveva spedita la Bolla contro i Banditi, e quelli che commettevano omicidii, amareggiato di questo fatto, spedì
subito a questa volta Candido Zitelli da Norcia Commissario Apostolico per formarne processo, con autorità di condannare i Magistrati stessi, e
gli Offiziali della Compagnia della Santa Unione, creduti rei per aver permessa, o almeno per non avere impedita la fuga de´ colpevoli di
quell´eccesso. (fonte : Memorie Istoriche della Città di Fano raccolte e pubblicate da Pietro-Maria Amiani - Parte Seconda - in Fano 1751 -
Nella Stamperia di Giuseppe Leonardi)
I nursini avevano cominciato ad acconciarsi col frequente variar de´
Governatori; il perchè smessi i risentimenti, lasciavan che le mutazioni seguissero , mostrando quasi di non avvedersene.
Ma quello cui ora intendevano di proposito i Consoli, era di amicarsi quanto meglio potessero il Cardinale di Urbino: e però in occasione che
nel Giugno del 1562 dovea portarsi in Spoleto ed in Terni, spedirono a fargli riverenza i Signori Candido Zitelli e Marcantonio Fusconi patrizi
di Norcia (Delle Memorie Storiche di Norcia - Libri Otto per Feliciano Patrizi-Forti - Norcia Tip. Micocci e Comp. - 1869)
Ascanio della Corgnia veduta la nuova della morte del Papa se ne andò
accompagnato da alcuni pochi fanti, che in quella strettezza di tempo potette avere a Castglione del Lago (Lago Trasimeno), che gli era stato
tolto dal Papa, e se lo ripigliò senza alcuna ripugnanza, e itosene alla Rocca di Castiglione, dove era per Castellano Pierandrea de´ Matti
perugino, che la teneva per Misser Candido Zitelli da Norcia, che l´aveva dal Papa ottenuta, luogo solito darsi a Perugini e non altri, lo mise in
prigione (fonte : Pompeo Pellini della Historia di Perugia - Parte Terza - Perugia 1970).
Candido Zitelli è sepolto a Roma nella Chiesa di San Girolamo della
Carità (via Monserrato 62) dove una lapide nel pavimento a piedi dell´altare, letta dal Galletti (Inscr.Rom.T. II, Cl. VIII, n. 41, P.CCX
-CCXI) et dal Gualdi (Cod. Vat. 8253, p. I fol.219, Vol.XIII. Fasc.XVI) dice quanto segue :
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D .
O . M CANDIDO ZITELLIO PATRIZIO NVRSINO CIVI ROM.
SVMMAE INTEGRITATIS AC SINGVLARIS IN IVRE DICVNDO POPVLISQ REGVNDIS PRVDENTIAE VIRO PAVLI IIII PONT. MAX. INTIMO FAMILIARI
MVLTIS MAGNISQVE MVNERIBUS SVB PIO IIII MAIORIBVS SUB PIO V ET GREGORIO XIII PRAECLARE DEFVNCTO F. IO PETRUS MILES HIFROSOLONI TANUS
NVRSIE ET TVDERTI PRAECEPTOR AC VIRGILIVS F; PATRI OPTIMO ET B. M. P. VIX ANN; LXXXII OBIT . . . IDUS AVGVSTI MDXCV
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Giovan Pietro Zitelli di Norcia 1605
Addì 3 Marzo 1605 Clemente VII passò di questa vita. Ebbe a
successore Leone XI per soli 27 dì : indi ascese il soglio Pontificale il Cardinale Camillo Borghese che assunse il nome di Paolo V. A nome della
nostra Comunità gli fecero atto di sudditanza Monsignor Antonio Seneca, Vescovo di Anagni ed il Cavaliere Giovan Pietro Zitelli, che dimorava
in Roma. (fonte : Feliciano Patrizzi-Forti Delle Memorie Storiche di Norcia - pag.568).
Angelo Zitelli di Norcia 1824
Vivente in Norcia, ammogliato con figli, con una rendita di una
mediocre possidenza e con qualche traffico. (fonte : Rivista del Collegio Araldico - Anno XXII - 1925 - Roma presso il Collegio Araldico).
Don Luigi Zitelli di Norcia 1824
Vivente in Norcia, Canonico della Cattedrale, con le proprie rendite.
(fonte : Rivista del Collegio Araldico - Anno XXII - 1925 - Roma presso il Collegio Araldico).
Nicola Zitelli di Norcia 1824
Vivente in in Norcia, ammogliato con figli, con una rendita di una
mediocre possidenza e con qualche traffico. (fonte : Rivista del Collegio Araldico - Anno XXII - 1925 - Roma presso il Collegio Araldico).
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Serra San Quirico
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Petrus de Zitelli di Serrasanquirico 1486
1486 Prestantissimus L.D. Petrus de Zitellis = Potestas (fonte : Memorie Storiche di Serrasanquirico nella Marca d´Ancona raccolte dal Dottor Domenico Gaspari - Roma Tipografia-Editrice C.Corradetti - 1883)
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Sessa
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Margherita Zitelli di Sessa 1715
La Famiglia Frezza, detta pure Freccia e Frezzaria, fu originata nella città
di Ravello da Orso Frezza che viveva nel 1101. Da Ravello si diramò nella cottà di Manfredonia, Termoli, Barletta e Trani, ed un altro ramo fu
portato in Sessa nel 1715 da Orazio Frezza che sposò Margherita Zitelli nobile di quella città. Tal ramo si estinse. (fonte : Memorie delle Famiglie Nobili delle provincie d´Italia
raccolte dal Conte Berardo Candida Gonzaga - Volume Terzo - Arnaldo Forni Editore - Bologna).
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Gaeta
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Giovanna Zitelli di Gaeta 1751
Da surriferiti Francesco Gattola de Martino ed Anna Rinaldi Nacque
un´altro Giovan Battista, che con Giovanna Zitelli generò Paolo 1°. (fonte : La Nobiltà delle Due Sicilie pel Cav. Erasmo Ricca - Parte Prima - Vol.
IV - Napoli - Spamperia di Agostino de Pascale - 1869).
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Recale
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Giovanni Zitelli di Recale 1864
Giovanni Zitelli risulta Sottotenente della 2a Compagnia del Battaglione Comunale di Recale nel 1864. (fonte : Annuario della
Provincia di Terra di Lavoro - Anno Secondo - 1864)
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Capua
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Pasquale Zitelli di Capua 1864
Pasquale Zitelli risulta Luogotenente della 2a Compagnia del Battaglione Comunale di Capua nel 1864. (fonte : Annuario della
Provincia di Terra di Lavoro - Anno Secondo - 1864)
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