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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Via della Luce (R. XIII – Trastevere) (da via della Lungaretta a piazza di San Francesco d'Assisi)

La via prende il nome dalla chiesa di S. Maria della Luce, già di S. Salvatore de Curte [1], la cui origine si fa risalire al IV sec. 
Una leggenda [2] l’attribuisce a S. Bonosa (martire nel 211) e, come tale, la più antica chiesa dedicata in Roma al Salvatore.
Il predicato “de Curte” se non è attribuibile agli ebrei, detti “curti” (da Orazio), che abitavano il quartiere, è possibile che provenga dall’escubitorio [3] prossimo alla VII coorte dei vigili.

La chiesa fu parrocchia da Giulio I (337-352) a Pio X (Giuseppe Sarto - 1903-1914) nel 1905, e fu restaurata nei sec. XIV, XVII e XVIII.

Prese il nome di S. Maria della Luce quando i pp. Minimi (Pallottini), che l’officiavano, vi trasportarono, nel 1730, segandola da un muro, una Madonna che fu detta dalla Luce per aver ridato la vista ad un cieco.

I corpi di quattro martiri vi furono accolti nel sec. XVIII trasportati dalla chiesa di S. Prassede, ove, Pasquale II (Raniero Ranieri - 1099-1118) le aveva traslate dal cimitero di Ponziano sulla Portuense. Il martire Pigmenio [4] ne sarebbe stato il 1° rettore.

Il Campanile del XII sec. è attiguo ad un cimitero con sette sepolture: ecclesiastici, uomini, donne, fanciulli, poveri e affogati.

Anche la torre, vicina alla chiesa, che appartenne ai Lutii, ai Papareschi ed ai Mattei, fu detta de Curtibus, evidente corruzione di cohortibus.

Il palazzo Lazzaroni, che è nella strada, fu già dei Grimaldi.

________________

[1] )            Godeva del “Jus piscandi” a ponte Rotto.

[2] )            “Fu anticamente eretta questa chiesa da Santa Bonosa, detta in corte, perché ivi era una curia o sia tribunale. Il papa Giulio I la fece parrocchia, Clemente VIII vi unì l'altra di Santa Bonosa, chiesa ivi contigua. Fu ristorata nel 1657, e quindi, avendola Benedetto XIII conceduta nel 1729 ai frati Minimi di San Francesco di Paola, questi la ristorarono con disegno di Gabriele Valvassori. Trasportatavi quindi una divota immagine di Maria Vergine, detta della Luce, scoperta in un arco presso il fiume, la chiesa prese questo secondo titolo, col quale volgarmente si appella” (Roma e suoi dintorni – Giuseppe Melchiorri – 1868).

[3] )            Excubĭtor «sentinella notturna».

[4] )            San Pigmenio, maestro di Giuliano imperatore, apostata.

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Lapidi, Edicole e Chiese :

- Via della Luce
- Vicolo della Luce
- Chiesa di S. Maria della Luce - Interno
- Chiesa di S. Maria della Luce - Lapidi

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