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STRADE DELLA ROMA PAPALE

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La chiesa, antenata dell’attuale, era chiamata San Salvatore in “Caccabariis”, “Cacabari”, “Cathabariis”, per i lavoratori di cacabi o caldaie (contenitori di rame), che nel medioevo abitavano nella contrada.
La chiesa, che occupava un’arcata del Portico di Philippo, la prima delle tre occupate dalla chiesa attuale, fu fondata prima del XII secolo.
Infatti, è nominata nel catalogo (1192) di Cencio Camerario (1150-1227) con il titolo di “S. Salvatori Cacabari”; nel Catalogo Parigino (1230) con il titolo di “S. Salvator de Caccabariis”; nel catalogo (1302) dell’Anonimo di Torino con il titolo di “Ecclesia Sancti Salvatoris de Cacchabariis habet sacerdotem et clericum” ed in quello (1425) di Nicola Signorili (+1428) con il titolo di “Sancti Salvatoris de Catthabariis”.
Nel 1546, un’immagine della Madonna, vicino alla chiesa, venne vista piangere di fronte ad un efferato delitto avvenuto ai suoi piedi (vedi testo). L’immagine, visto il seguito popolare di tale miracolo, venne staccata dal muro e trasportata nella chiesa di San Salvatore in Cacaberis.
Si formò, tra i fedeli, la Congregazione della Madonna del Pianto, approvata da Paolo III (Alessandro Farnese – 1534-1549), che prese sede nella chiesa di San Salvatore.
Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini - 1592-1605) vi ospitò, dal 1599, la Confraternita di San Bernardino da Siena dei rigattieri.
L’antica chiesa essendo sempre più in rovina, fu demolita (1608) e la Confraternita decise di costruirne una nuova, intitolata a Santa Maria del Pianto.
Per l’ampliamento dello spazio necessario a realizzare una chiesa più grande (a navata unica con tre cappelle per lato, con transetto e abside), la confraternita aveva acquistato, già dal 1608, una casa con Torre di epoca medievale, che era solo parte degli acquisti necessari all’opera finale, dai fratelli Girolamo e Antonio Cenci,  gravata da ipoteca, da estinguersi prima della loro demolizione.
I lavori iniziarono, subito dopo la demolizione dell’antica chiesa, nel 1608, per opera di Nicolò Sebregondi (1580-1652), mettendo in cantiere la sola crociera della grande chiesa in programma.
Nel 1612, avvenne comunque la consacrazione, accompagnata da un Breve di Paolo V (Camillo Borghese – 1605-1621) per la concessione d’indulgenze.
Per mancanza di fondi, i lavori si fermarono ben presto, fino al 1642, quando la donazione di un Vincenzo Porrata (un sodale?) ne permise la ripresa, questa volta ad opera di Giovan Battista Mola (1586-1665).
Fu possibile realizzare la tribuna dell’altare maggiore e ingrandire la sacrestia, ma i lavori si interruppero di nuovo, nel 1644, per la cronica mancanza di fondi.
Nel 1655, furono eseguiti i pochi stucchi interni ed una copertura dello spazio centrale, in attesa della cupola.
Nel 1680, furono adattate due case confinanti, di proprietà della Confraternita, ad ospitare la sacrestia maggiore, ad opera dell’architetto Filippo Tittoni (1645-1713), vicino a Carlo Rainaldi (1611-1691).
Tra il 1734 e il 1735, fu realizzata la cupola, contenuta in un tiburio ottagonale coperto a tetto.
Nel 1746, restando le opere, interne ed esterne, della chiesa largamente incompiute, Benedetto XIV (Prospero Lorenzo Lambertini – 1740-1758) soppresse parrocchia e Confraternita e affidò la chiesa al ramo laico della Confraternita della Dottrina Cristiana.
La Confraternita della Dottrina Cristiana, dedita all’insegnamento cattolico, era stata fondata da Marco de Sàdis Cusani (+1595) nel 1563 e Gregorio XIII (Ugo Boncompagni – 1572-1585) le aveva affidato la chiesa di Sant’Agata a via della Longaretta, nel 1575.
Nel 1596, vi fu una pacifica scissione tra il ramo sacerdotale e quello laico. Quest’ultimo riparò nella chiesa di San Martino al Monte di Pietà, poi, nel 1746, in Santa Maria del Pianto dove si sviluppò un’intensa catechesi della popolazione ebraica del ghetto.
I Padri della Dottrina Cristiana, rimasero a Sant’Agata e si chiamarono, per questo, “Agatisti”.
La Confraternita della Dottrina Cristiana, confraternita laica impegnata nel lavoro catechistico, teneva, in Santa Maria del Pianto, annualmente, nel mese di settembre, la disputa della Catechistica, dalla quale, il vincitore era proclamato “Imperatore” ed era condotto trionfalmente per Roma con tutta la sua corte, fra le acclamazioni del popolo.
Nel 1896, la cupola della chiesa fu colpita da un fulmine che ne danneggiò il tetto.
Nel 1907, la chiesa fu  attribuita alla Congregazione degli Oblati di Maria Vergine che la restaurarono.
Lavori di restauro sono intervenuti nel 2010.

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