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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Piazza e via Capo di Ferro (R. VII – Regola) (nella piazza, limitata a nord da piazza della Quercia, convergono: vicolo del Polverone, vicolo dei Venti e via Capo di Ferro che arriva fino a piazza dei Pellegrini)

La piazza e la via prendono il nome dal palazzo che, eretto da Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi dal Monte - 1550-1555) [1] da cardinale, passò poi al cardinale Girolamo Capodiferro (1502-1559), famiglia già nota nel XIV sec. e che fu fra le sei prescelte a custodire il velo della Veronica [2].

Il cardinale Capodiferro possedette, prima il palazzetto confinante e l’unì mediante un arcaccio al nuovo acquisto (31.500 scudi) che fece completamente rinnovare (1540).

Nel salone v’è una statua di Pompeo, scavata in via dei Leutari, che la tradizione reputa sia quella già esistente nella curia Pompeiana e sotto la quale fu pugnalato, agli idi di marzo del 44 a.C., C. Giulio Cesare.

Il cardinale Bernardino Spada (1594-1661) acquistò e rinnovò il palazzo nel XVII sec.

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[1]           Si credeva che Papa  Giulio III  (Giovanni Maria Ciocchi dal Monte - 1550-1555) avesse iniziato, dalle fondamenta, la costruzione del palazzo prima del 1536 (anno del cardinalato), avvalendosi dell’opera di Girolamo da Carpi (1501-1556) e che l’ingresso del card. Girolamo Capodiferro (1502-1559) nel palazzo avvenne al suo rientro a Roma (1555), dopo esserne stato quasi continuamente assente, perché incaricato di diverse legazioni diplomatiche e di nunziature.
Lo stesso cardinale Capodiferro nota che nel periodo della sua assenza da Roma, egli già possedeva un palazzo in via Capodiferro al n. 7.
Se ne concluse, quindi, che il nuovo palazzo gli fosse pervenuto o perché ceduto da Giulio III, già pesantemente impegnato finanziariamente per le numerose costruzioni private in corso o ceduto dalla Camera Apostolica per crediti che il cardinale poteva vantare nei suoi confronti.
Attualmente, invece si sostiene che fu il Cardinale Girolamo Capodiferro ad iniziare la costruzione del palazzo, nel 1550, servendosi dell’opera di Bartolomeo Baronino (1511-1554) di Casal Monferrato.

[2]            Il Velo della Veronica o Il “Volto Santo” - La  leggenda medioevale lo dice portato a Roma, sotto Tiberio (14-37), da Veronica, che, in seguito alla morte dell’imperatore, lo passò al vescovo Clemente (Papa Clemente I - 88-97).
Di certo il sacro velo fu depositato al Pantheon da Bonifacio IV (608-615) e la cassa, che “lo conteneva, fu deposta in una finestra sopra la sagrestia; aveva 13 chiavi delle quali ne teneva una ciascun caporione dei 13 rioni della città, acciocché fosse più sicuramente conservata e custodita... Per ciascuna volta che lo sudario se mostrava, dovevano andare con 20 compagni per uno tutti armati intorno al sudario ad arma scoperta per infino allo loco suo deputato a serrarlo” ed ivi restò finché Giovanni VII (705-707) non lo fece custodire nella sua cappella del vecchio S. Pietro fatta coprire tutta di mosaici (cappella detta del presepio che si trovava vicino alla porta Guidonia),
Collocato poi a Santo Spirito in Sassia “in una cameretta foderata tutta da marmore et ferro et serrata a 6 chiavi”, tornò definitivamente nella basilica Vaticana il 1º gennaio 1410 sotto l’antipapa, pisano, Alessandro V (1409-1410), che aveva sostituito Gregorio XII (Angelo Correr - 1406-1415), illegalmente deposto il 5 giugno 1409.
Il Volto Santo, custodito nel cunicolo della loggia che sovrasta la statua della Veronica, fa parte delle reliquie che vengono, in alcune ricorrenze, mostrate ai fedeli.

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Lapidi, Edicole e Chiese :

- Piazza Capo di Ferro
- Palazzo Capodiferro-Spada
- Via Capo di Ferro

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