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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Piazza_Vittorio-Porta_Maggica (2)

La Porta che, nella Villa Palombara, si trovava lungo la “via Felice” (la via tra Santa Maria Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme, oggi interrotta da piazza Vittorio), fu smontata, nel 1873, e rimontata, nel 1888, su un antico muro perimetrale appartenente al monastero di Sant’Eusebio, dove la vediamo oggi.
La Porta fu costruita nel periodo in cui la regina Cristina di Svezia (1632-1654) si era stabilita definitivamente a Roma. Cristina, dopo essere divenuta cattolica (1654), aveva dovuto abdicare in favore del cugino Carlo Gustavo (1654-1660) e perdere il suo regno essenzialmente protestante. La regina aveva raccolto intorno alla sua corte romana i maggiori esponenti di varie discipline: arte, musica, teatro e scienze, fondando un’Accademia che, dopo la sua morte, divenne l’Accademia dell’Arcadia.
Tra le discipline care alla regina, un posto particolare era occupato dall’Alchimia cui si dedicava personalmente.
Il Marchese Massimiliano di Palombara, anche lui preso da questa materia, faceva parte di quella corte ed era molto caro alla regina. Infatti, nel suo testamento del 1680, il marchese scrisse: “alla maestà della regina di Svezia, mia benignissima signora e padrona, a degnarsi continuare la protezione della mia casa”.
In questo contesto, si inquadra la leggenda secondo la quale un giorno si presentò un misterioso individuo, che disse di voler cercare nella villa una pianticella che trattata convenientemente avrebbe prodotto oro.
Ospitato dal marchese, al mattino l’uomo scomparve lasciando un mucchietto d’oro ed alcune formule cabalistiche che il marchese cercò inutilmente di decifrare.
Fu così, che nella speranza che qualcuno riuscisse a interpretarle, Massimiliano  di  Palombara (1614-1685), fece costruire (ne fece costruire cinque di cui resta solo la Porta in piazza Vittorio) un portale (1655-1681) sopra il quale fece scolpire le “formule” insieme a bizzarre massime.
Nel medaglione, che campeggia sopra al portale, sono incise sentenze latine ed ebraiche riferentesi alla magia e segni cabalistici e nel giro esterno del medaglione è scritto : “Tria sunt mirabilia. Deus et Homo, Mater et Virgo, Trinus et Unus”. E nella parte interna: « Centrum Trigono Centri ».
Gli gnomi barbuti, aggiunti ai lati della porta nel 1888, provengono dai giardini del Quirinale e rappresentano  il dio egizio Bes, benigno nome cui erano rivolte le invocazioni nei pericoli più svariati. Il Dio Bes era venerato a Roma fino ai tempi di Costantino.
Nella realtà si è cercato di capire chi fosse il personaggio misterioso della leggenda ispiratore della “Porta Magica”  e si  crede di averlo individuato nel Cavaliere Francesco Giuseppe Borri (1627-1695), celebre mistico, alchimista e medico conteso da tutte le corti europee.
Anche lui faceva parte della corte della regina di Svezia ma ebbe una vita particolarmente travagliata che lo portò, nel 1659, ad essere accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e veneficio. La sua fuga in Europa, esercitando la professione di medico, si concluse con il suo arresto e detenzione a Castel Sant’Angelo dal 1671 al 1679.
Nel 1678, quando gli fu concessa la libertà vigilata, fu ospitato a casa del Marchese Massimiliano di Palombara, suo amico ed estimatore, fino alla sua morte, nel 1695.
La villa Palombara fu espropriata e distrutta per la realizzazione di piazza Vittorio Emanuele II, tra il 1882 e il 1887.

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