p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1
p1

STRADE DELLA ROMA PAPALE

Via in Aquiro [1](R.III Colonna) (da via della Guglia a Piazza Capranica)

Per alcuni, il nome della via deriva da acque ivi esistenti (Tempio di Giuturna [2]), per altri dal luogo detto “Trinarii” ove vi si sarebbero esercitati i cavalli, da altri ancora, per essere la località chiamata in “equirio” ovvero “in equario” perché, secondo Ovidio, nelle feste praticate alla fine di febbraio [3], la corsa dei cavalli, che partiva dal mausoleo di Augusto, transitava di qui per raggiungere la mèta ch’era a S. Caterina de’ Funari (Rione Sant'Angelo- Circus Flaminius).

____________________

[1] )            Per la chiesa vedi "Piazza Capranica" – (Colonna).

[2] )          Oltre al santuario sul Foro, Giuturna ne aveva un altro nel Campo Marzio, ove essa era venerata insieme con le ninfe. Protettrice delle acque insieme a coloro che con l’acqua esercitano la loro arte “qui artificium aqua exercent”.

[3]              Ferie Sementine per invocare il naturale sviluppo del seme (quasi ex iis fruges grandescere possint). La deità cui si sacrificava era Tellure, la vittima una troia gravida accompagnata dall’offerta di farro, e la data doveva essere stabilita dal capo degli Arvali. Il mese di febbraio, mese d’espiazione, rimase l’ultimo dell’anno (calendario romuleo), fino al tempo dei decemviri (452-450 a.Ch.). Si riteneva che mese ed anno finissero col giorno delle Terminali; mentre il mese intercalare, il “Mercedonio”, si aggiungeva dopo quel giorno, ad anni alterni, .
Gli Arvali (in latinoFratres Arvales”, o Fratelli Arvàli) erano un collegio sacerdotale arcaico romano. Secondo la leggenda, il collegio degli Arvali era stato istituito dallo stesso Romolo, fondatore di Roma, e ne facevano parte i dodici figli del pastore Faustolo, colui che aveva raccolto e allevato i due gemelli nel mito di fondazione della città. Per questo motivo i sacerdoti avevano l’epiteto di “fratres”, o fratelli.
La grande antichità del collegio è testimoniata dal carattere fortemente arcaico della lingua di un carme che essi cantavano durante la cerimonia ( Carme Fratum Arvalium ) scritto in versi saturnii, che costituisce uno dei testi più antichi della lingua latina. Il carattere arcaico di questo testo si mantenne anche in epoche più tarde, in quanto i Romani ritenevano che ogni cambiamento nei particolari di un rito religioso ne avrebbe diminuito l’efficacia: ce ne sono giunti diversi frammenti, conservati sia attraverso iscrizioni, sia attraverso citazioni successive.

IMG_0274

Via_in_Aquiro (2)

Via in Aquiro

Via_in_Aquiro-CampanildS_Maria_in_Aquiro

Via in Aquiro - Fianco e campanile della chiesa di Santa Maria in Aquiro

Blutop