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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Piazza_della_Rotonda-Pantheon-Monumento_a_Maria_Bibiena-1520

MARIAE ANTONII F BIBIENAE SPONSAE EIVS
QVAE LAETOS HYMENAEOS MORTE PRAEVERTIT
ET ANTE NVPTIALES FACES VIRGO EST ELATA

BALDASSAR TVRINVS PISCIEN LEONI X DATAR
ET IO BAPT BRANCONIVS AQVILAN ACVBIC
B M EX TESTAMENTO POSVERVNT
CVRANTE HIERONIMO VAGNINO VRBINATI
RAPHAELI PROPINQVO
QVI DOTEM QVOQVE HVIVS SACELLI
SVA PECVNIA AVXIT

Segue testo:

Lo stesso Raffaello scrivendo a suo zio Simone dice: “Voi sapete che Santa Maria in Portico “Octaviae” (intende il cardinale titolare Bernardo Dovizi) me vol dare una sua parente, e con lidenza (licenza) del zio prete, e vostra li promisi di fare quanto sua R.ma Signoria voleva, non posso mancar di fede, siamo più che mai alle strette ...” e aggiunge: “che anch'io ne hò (partiti), ch'io trovo in Roma una Mamola bella secondo hò inteso di bonissima fama Lei e li loro, che mi vol dare tre mila scudi d'oro in docta (dote)....”.
Da cui si deduce che Raffaello avesse accettato il fidanzamento per non contrariare il cardinale suo mecenate ma che, non essendo molto contento di tale prospettiva, cercasse di procrastinarla il più possibile.
Maria Dovizi morì molto giovane nel 1514 e, dopo la morte di Raffaello (+1520) sepolto al Pantheon (vedi foto precedente), fu posta una lapide a lei dedicata, accanto a quella dell’urbinate, il cui testo fu dettato dal cardinale Pietro Bembo (1470-1547): “MARIAE ANTONII F BIBIENAE SPONSAE EIUS…”, per ricordare ancora una volta quella promessa di matrimonio.

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