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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Via_del_Velabro-Chiesa_di_S_Giorgio_in_Velabro-Lapide_restauri_Gregorio_XVI-1836 (2)

D. N. GREGORIUS XVI P. M.
TURRIM VETEREM BASILICAE GEORGIANAE
PR. K. OCT. A. MDCCCXXXVI FULMINE ICTAM
RESTITUTIO LATERE TECTOQ. RENOVATO INSTAURAVIT
IDEMQ. MOLEM TEMPLI FORNICIBUS SUSTENTATAM
TABULATIS SINISTRORSUM REFECTIS
ADITIS ET FENESTRIS UNDECUNQUE AUCTIS
LABRO ETIAM LAPIDEO ET SCALIS
IN COMMODUM ET ORNAMENTUM SACRARIO EXTRUCTIS
AD PRISTINUM DECUS MAIESTATEMQ. REVOCAVIT A. MDCCCXXXVII
ANTONIO TOSTIO PRAEF. AERAR. IOANNE AZZURRIO ARCHIT.
CUIUS BENEFICI MEMORIA NE INTERCIDAT
ANTONIUS SANTELLIUS CAN. PRAEF. BASILICAE
A CUB EIUSDEM PONTIF. ET DECESSOR TRIUM SANCTISSIMOR
MARMOR LITTERIS INSCULPTIS FIGI IUSSIT

Nostro Signore Gregorio XVI, Sommo Pontefice, restaurò l’antica torre della Basilica di San Giorgio, colpita da un fulmine il 30 settembre 1836, riparando la muratura e il tetto. Allo stesso modo, nel 1837, ripristinò l’originario splendore e la maestosità della struttura della chiesa, sostenuta da volte, ricostruendo i pavimenti sul lato sinistro, aumentando il numero di ingressi e finestre in tutto l’edificio e costruendo una vasca in pietra e gradini per l’uso e l’ornamento della sacrestia. Questi lavori furono eseguiti sotto la direzione di Antonio Tosti, Prefetto della Basilica, e dell’architetto Giovanni Azzurri. Affinché il ricordo di questo atto di benevolenza non fosse dimenticato, Antonio Santelli, Canonico Prefetto della Basilica e Camerlengo del suddetto Pontefice e dei suoi tre predecessori, ordinò che vi fosse affissa questa targa marmorea, incisa con lettere.

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