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Il Nostro Signore Leone XII, Pontefice Massimo, principe e padre provvidentissimo, nell’anno 1827 liberò dallo squallore e dall’abbandono il perimetro della basilica di San Giorgio, che era ostruito e danneggiato dall’accumulo del terreno circostante, realizzando un’intercapedine lungo le mura su entrambi i lati e aggiungendo opere di fondazione; sotto la direzione di Belisario Cristaldi, prefetto dell’erario, e dell’architetto Giuseppe Valadier. Antonio Santelli, canonico prefetto della basilica e cameriere segreto del Sommo Pontefice, affinché la memoria di tale munificenza fosse tramandata ai posteri, curò a proprie spese l’incisione su pietra.
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